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ET VERBUM CARO FACTUS EST, et habitąvit in nobis; et vģdimus glņriam eius, glņriam quasi Inigéniti a Patre, plenum grąziae et veritątis.






07/09/2010 @ 1.10.41
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\\ Home Page : Storico : Risposte ai lettori (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 29/07/2008 @ 15:48:19, in Risposte ai lettori, linkato 482 volte)
Rispondiamo alla email di un lettore che ci chiede se per la partecipazione alla S. Messa secondo le modalità previste dal Motu Proprio "Summorum Pontificum" è necessario al riguardo ottenere un permesso personale da parte del proprio vescovo, o una qualche forma di autorizzazione.


Innanzitutto ringraziamo per l'opportunità che ci viene fornita per chiarire un punto che, a causa della disinformazione creata da alcuni, suscita dubbi a chi vuol capire in piena autonomia di pensiero.

Chiaramente no.
Alla S. Messa, celebrata in qualsiasi rito vigente nella Chiesa cattolica, si partecipa liberamente senza schedature e/o concessioni da parte di nessuno.
La celebrazione del Sacrificio di Cristo è per tutti in quanto Egli morì per la salvezza di tutti e non solo di chi assiste ad un rito invece che ad un altro.

La possibilità di celebrare la S. Messa secondo il messale del b. Giovanni XXIII è stata data dapprima da Giovanni Paolo II con la Lettera Apostolica Ecclesia Dei del 1988 e ribadita di recente da Benedetto XVI, entrambe date sotto forma di Motu Proprio.

Nessuno è tenuto a declinare a nessuno le proprie generalità, nè al Celebrante nè al proprio parroco nè a chiunque altro voglia indagare sulle sue scelte in materia di fede.
L'appartenenza ad un gruppo "tradizionalista", infine, è un'opzione assolutamente estranea alle queste scelte.
Ognumno valuterà da sè, in base al proprio personale percorso di fede.

 
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