“Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum”
“Le Giornate di Teologia Cattolica”
Tema: Il Trattato dell’Eucarestia di San Tommaso d’Aquino
Roma, 21-22 aprile 2009
( Chi ha bisogno dell’alloggio si potrà rivolgere personalmente alla casa o cercare altrove. Chi non alloggia nella casa potrà prenotare i pasti liberi durante il corso).
Relatori: P. Vincenzo Benetollo, O.P. e P. Roberto Coggi, O.P.
Direttore del corso: P. Vincenzo M. Nuara O.P.(e.mail: p.nuara@giovanietradizione.org)
Segreteria: Angelo Pulvirenti e Giovanni Turturice
Info e iscrizioni nel sito: www.giovanietradizione.org cell.330.702501;
Destinatari: Sacerdoti (diocesani e religiosi), seminaristi, religiosi in formazione.
Quota di partecipazione: 50,00 E.
*****
Martedì 21 aprile 2009 Ore 9,00 : Accoglienza e Iscrizioni al corso
Ore 9,30: Canto del Veni Creator Introduzione e presentazione del corso (P. Vincenzo M. Nuara O.P.)
Ore 10,00: 1^ lezione: Introduzione allo studio San Tommaso ( P. Vincenzo Benetollo O.P.)
Ore 11,00: 2^ lezione: Introduzione allo studio di San Tommaso
Ore 12,00: 3^ lezione: domande al docente sul tema (Ore 13,00-14,30: pranzo libero nella casa)
Ore 16,00: 4^ lezione: Il trattato dell’Eucaristia di San Tommaso (P. Roberto Coggi O.P.)
Ore 17,00: 5^ lezione: Il trattato dell’Eucaristia di San Tommaso Ore 18,00: 6^ lezione: domande al docente sul tema
Ore 19,00: S. Rosario, Vespro e Benedizione Eucaristica
(Ore 20,00-21,30: cena libera nella casa)
Ore 21,00: Incontro sacerdotale
Mercoledì 22 aprile 2009
Ore 7,00-8,00: SS. Messe in Basilica di San Pietro in Vaticano
Ore10,00: 7^ lezione: Il trattato dell’Eucaristia di San Tommaso
Ore 11,00: 8^ lezione: Il trattato dell’Eucarestia di San Tommaso
Ore 12,00: 9^ lezione: domande al docente sul tema (ore 13,00-14,30: pranzo libero nella casa)
Ore 16,00: S. Rosario
Ore 16,30: Laboratorio di lettura guidata dei testi della Summa Theologiae (P. Vincenzo M. Nuara O.P.)
Ore 19,00: Conclusione: Vespro, Te Deum e Benedizione Eucaristica
N.B. I sacerdoti/seminaristi portino la veste talare, la cotta, la berretta o/e l’abito religioso corale, il Breviarium Romanum, il Missale Romanum per le celebrazioni liturgiche.
Relatori:
P.Prof.Vincenzo Benetollo O.P.(Introduzione allo studio di San Tommaso) e
P.Prof. Roberto Coggi O.P.(Il trattato dell'Eucaristia).
Il corso di studio è destinato ai sacerdoti (diocesani e religiosi), ai seminaristi e ai professi in formazione negli studentati religiosi.
Note organizzative.
Sede del corso: Casa Bonus Pastor- Via Aurelia, 208- tel.06.6987.1282-
e.mail: bonuspastor@glauco.it-
Chi avrà bisogno dell'alloggio potrà liberamente prenotarsi direttamente telefonando o scrivendo alla Casa Bonus Pastor.
I pasti liberi si potranno prenotare nella casa durante il corso per coloro che non alloggiano nella casa.
Per iscriversi al corso scrivere in questo sito al direttore del corso: P. Vincenzo M. Nuara O.P.(Roma).
Quota di partecipazione: 50,00 Euro. (N.B. A breve verrà comunicato il programma dettagliato del corso e pubblicato il modulo d'iscrizione).
Ad Maiorem Dei Gloriam!
INTERVISTA a Mons. FELLAY
di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro
Monsignor Bernard Fellay, il 30 giugno 1988, lei, con altri tre sacerdoti, lei, con altri tre sacerdoti della Fraternità San Pio X, veniva consacrato vescovo da monsignor Marcel Lefebvre. Questo atto fece di voi e del vescovo brasiliano Antonio De Castro Mayer, che vi aveva partecipato, fra i primi scomunicati dopo il Concilio Vaticano II. Oggi, a distanza di più di vent’anni, lei è il Superiore generale della Fraternità, quello che nello sbrigativo linguaggio giornalistico viene definito “il capo dei lefebvriani”. Siamo a Menzingen, Svizzera profonda, nella Casa generalizia, fuori c’è la neve, pare di essere in un presepe e qui sul tavolo c’è il decreto della Santa Sede che revoca quella scomunica.
Che cosa prova?
Gioia, soddisfazione. Che non sono sentimenti di una persona che pensa di essere un vincitore. Quello che la Fraternità San Pio X ha fatto dalla sua fondazione a oggi, e che continuerà sempre a fare, lo ha fatto e lo farà solo per il bene della Chiesa. Anche le consacrazioni episcopali del 1988 furono fatte a quello scopo. Per il bene della Chiesa e per la nostra sopravvivenza. Monsignor Lefebvre doveva, ripeto doveva, assicurare una continuità. Noi non siamo altro che una piccola scialuppa di salvataggio in un mare in tempesta. Noi siamo sempre stati al servizio della Chiesa e sempre lo saremo. La revoca della scomunica, insieme con il Motu proprio di Papa Benedetto XVI sulla Messa antica, è un segnale importante, davvero importante, per la nostra piccola scialuppa. Per questo parlo di gioia e di soddisfazione.
Dove e quando ha saputo del decreto?
L’ho saputo pochi giorni fa a Roma, nell’ufficio di un cardinale, il cardinale Castrillon Hoyos, il presidente della Commissione Ecclesia Dei. Ci siamo abbracciati. Poi, per prima cosa ho ringraziato la Madonna, questo è un suo regalo. E’ per ottenere la sua intercessione che sono stati messi insieme più di un milione e settecentomila rosari, recitati da fedeli che auspicavano la revoca della scomunica.
Chi, in Vaticano, ha lavorato di più per giungere a questa soluzione?
Sicuramente il cardinale Hoyos, che è a capo della Commissione preposta ai rapporti tra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X. Ma, soprattutto, Papa Benedetto XVI.
L’ho capito dalla prima udienza in cui lo incontrai poco dopo la sua elezione. Pur muovendoci dei rimproveri, il Santo Padre aveva un tono dolce, veramente paterno.
Nel decreto si dice che il Santo Padre confida nel vostro impegno a “non risparmiare alcuno sforzo per approfondire nei necessari colloqui con le Autorità della Santa Sede le questioni ancora aperte”. Che cosa vuol dire questo?
Vuol dire che, come tutti i figli della Chiesa, siamo titolati a discutere delle questioni che riteniamo fondamentali per la fede e per la vita della Chiesa stessa. Credo che questo riconosca quanto meno la serietà della nostra posizione critica su questi ultimi quarant’anni. Noi non chiediamo altro che chiarirci. Il fatto che la volontà del Santo Padre vada in questa direzione è veramente di grande conforto. L’importante è che si capisca che, anche nei momenti in cui poniamo delle critiche severe, noi non siamo mai contro la Chiesa, noi non siamo mai contro il papato. E come potremmo farlo? Ci hanno spesso accusato di essere “lefebvriani”, ma noi non siamo “lefebvriani”, benché rimane per noi un titolo di gloria: noi siamo cattolici. Il primo a non essere lefebvriano è stato il nostro fondatore, monsignor Lefebvre. Quando questo sarà chiaro, si comprenderanno meglio le nostre posizioni. Ci vorrà ancora del tempo, ma credo che poco alla volta sarà chiaro che tutto ciò che facciamo è opera di Chiesa.
La revoca della scomunica è frutto di una trattativa e di un accordo, o è un atto unilaterale della Santa Sede?
Noi abbiamo chiesto più volte la libertà nella celebrazione della Messa antica e la revoca della scomunica. Ma ciò che è avvenuto ora non è frutto di una trattativa o di un accordo. E’ un atto gratuito e unilaterale che mostra che Roma ci vuole realmente bene. Un bene vero. Per molto tempo abbiamo avuto l’impressione che Roma non volesse entrare in argomento. Poi, tutto è cambiato e questo lo dobbiamo al Papa.
Perché Papa Benedetto XVI ha voluto così fortemente questo atto? Si è reso conto del ginepraio in cui si è messo con la revoca della scomunica?
Oh, sì, credo che sia ben consapevole delle reazioni più diverse e più scomposte. Del resto, a più riprese, prima e dopo la sue elezione pontificale, ha parlato della crisi della Chiesa in termini tutt’altro che ambigui.
Quando dicevo della sua dolcezza paterna, intendevo parlare del fatto che in Lui traspaiono, insieme, la consapevolezza dei tempi in cui viviamo, la fermezza nel porvi rimedio e l’attenzione a tutti i suoi figli. Questo fa sì che reazioni più o meno scomposte ai suoi atti lo possono far soffrire, ma non certo lo costringono a mutare parere. E qui sta anche il motivo di questa decisione.
In questo quadro, si potrebbe sintetizzare questa notizia dicendo che la Tradizione non è più scomunicata?
Sì, anche se ci vorrà del tempo prima che questo concetto diventi moneta comune dentro il mondo cattolico. Fino a oggi, in molti ambienti siamo stati considerati e trattati peggio del diavolo. Tutto ciò che facevamo e che dicevamo doveva essere per forza qualcosa di male. Non credo la situazione possa cambiare improvvisamente. Ma oggi c’è un atto della Santa Sede che ci autorizza a dire che la Tradizione non è scomunicata.
E che cosa si prova a vivere da scomunicati?
Si prova dolore per l’utilizzo cattivo e strumentale di un marchio d’infamia. Per quanto riguarda la nostra situazione, invece, devo dire che non ci siamo mai sentiti scomunicati, non ci siamo mai sentiti scismatici. Noi ci siamo sempre sentiti parte della Chiesa e la notizia di cui stiamo parlando dimostra che avevamo ragione.
A questo punto ci si chiede perché tale situazione si sia trascinata così tanto. E, soprattutto, di che natura sono le questioni che il documento della Santa Sede e voi stessi dite che devono essere ancora discusse?
Lo riassumo in poco spazio. A un certo punto, dentro la Chiesa abbiamo visto che si prendeva una strada nuova, secondo noi una strada che avrebbe portato a grandi problemi. Noi non abbiamo fatto altro che pensare, insegnare e praticare ciò che la Chiesa aveva sempre fatto fino a quel momento: niente di più e niente di meno. Non abbiamo inventato nulla. Abbiamo seguito, per l’appunto, la Tradizione. E, oggi, la Tradizione non è più scomunicata.
Fonte Libero, 25 gennaio 2009.
| Il parroco di Gaza: Dio ci liberi dalla rabbia degli uomini |
| Terrasanta.net |
| Milano, 22 gennaio 2009 |
Per le foto, Fonte: corriere.it
verità. I commensali avevano necessità di vino, di verità; ...
verità. I commensali avevano necessità di vino, di verità; la Madonna lo disse al Figlio, il quale disse ai servi: «Riempite le giare di acqua». I servi le riempirono fino all'orlo e l'acqua diventò vino. Gli Israeliani, bisognosi ancora di verità, nel luglio del 2006 confusero col vino il sangue dei bimbi, e a Cana, nel sud del Libano, ne uccisero 37.
Oggi sempre assetati di verità, non solo hanno confuso il sangue col vino, ma anche Cana con Gaza, e stanno facendo un'altra strage d'innocenti.Miriam Della Croce
Per il testo, Fonte: iltempo.ilsole24ore.com
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